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Fiano d'Avellino Exultet 2018 Bio - Quintodecimo

Panoramica veloce

Paglierino con lievi venature dorate. Profumi affilati e netti con profumi di mela golden, melone bianco, pera william, paglia, fresie, frutta secca e sbuffi agrumati. Sapori coerentemente ribattuti al gusto, movimentati da una spiccata vena acida e altrettanta viva componente sapida

Disponibilità: Disponibile

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Ulteriori informazioni

Voto Bibenda sv
Voto Gambero Rosso sv
Voto Veronelli sv
Altri Riconoscimenti sv
Denominazione Fiano di Avellino DOCG
Regione Campania
Cantina Quintodecimo
Vitigno 100% Fiano
Gradazione 13,5% Vol
Azienda - Vinificazione "Il grande vino è una fusione perfetta tra scienza e poesia, tra il misurabile e l’imponderabile. È essenzialmente bello. È un’opera d’arte. Una sorta di trasfigurazione della materia prima. Esso nasce dal mosto come una statua nasce dalla pietra e chi realizza un grande vino, è colui che scava nella pietra, avendo già in mente il risultato finale. Ovviamente per fare questo deve possedere solide basi scientifiche. Deve avere il controllo dell'intero ciclo, attraverso il possesso di cognizioni più varie, dalla conoscenza del suolo, alla fisiologia dell'uva, dai processi biochimici alla base della trasformazione dell'uva in vino ai meccanismi della percezione sensoriale. Questi concetti costituiscono l’essenza del mio modo di vivere il vino. È con queste convinzioni che nel 2001 mia moglie Laura ed io abbiamo fondato Quintodecimo" Luigi Moio. Siamo in Campania, la regione di Napoli e del suo golfo, del Vesuvio, di Pompei, delle splendide isole, Capri ed Ischia, e delle bellissime costiere. La tenuta Quintodecimo si trova in un’area interna montuosa: l’Irpinia. Un bellissimo territorio in cui clima, suolo e vitigni convivono in un equilibrio straordinario che è andato rafforzandosi nei secoli, al punto tale da creare condizioni naturali ideali per la realizzazione di vini di grande qualità. Il clima, per via della dorsale appenninica, è caratterizzato da piogge abbondanti (piovosità media annua 600-800 mm), forti escursioni termiche, inverni rigidi e nevosi ed estati miti, con temperature medie mai eccessive. Il paesaggio irpino è molto originale, per un ambiente del sud d’Italia. Il visitatore, infatti, non troverà piane assolate, colline bruciate dal sole, caldo afoso, bensì tanto verde, con laghi, boschi e montagne ricoperte, spesso fino alla cima, di castagni, faggi e querce secolari. Quintodecimo è a Mirabella Eclano, nel cuore dell’areale della DOCG Taurasi, a circa 80 km a Nord-Est di Napoli, sul crinale di una piccola collina esposta a nord/ovest e con una pendenza del 25%, a 460 metri di altitudine al 41° 02’ 80’’ latitudine nord e al 14° 59’ 41’’ di longitudine Est. A Quintodecimo le vigne sono veri e propri giardini in cui ogni pianta è curata nel minimo dettaglio per ottenere il frutto migliore. Viene adottata una viticoltura altamente rispettosa del terreno, del microclima, della pianta e della biodiversità del luogo con l’obiettivo prioritario di ottenere frutti maturi, perfettamente sani, completamente integri e salubri. Un’agricoltura biologica di precisione, senza l’impiego di prodotti dannosi per la pianta, l’uomo, l’ambiente e senza impiego di diserbanti e di concimi. La gestione del terreno è completamente meccanica e la fertilità del suolo è sostenuta mediante idonee pratiche agronomiche come inerbimento, trinciatura, sovescio. L’obiettivo è quello di produrre vini fortemente legati alla terra nella quale le viti vivono e vengono curate dagli uomini. La cantina di Quintodecimo è “dentro” la vigna. È questo un aspetto molto importante. In tal caso il tempo di latenza tra raccolta ed ammostatura è quasi nullo, l’uva viene ammostata al massimo della freschezza e senza alcuna possibilità di alterazione. Inoltre questa condizione risponde ad un altro fondamentale requisito alla base della produzione del vino: vigneto e vino devono rappresentare una entità unitaria in modo tale da trasmettere l’idea di eternità, di infinito. In effetti è la cantina che ho sempre sognato. Semplice, piccola, essenziale, senza alcuna tecnologia particolare, fatta per soddisfare principalmente il mio proprio bisogno intimo più che stupire. Per me la cantina è un luogo di pace, di nobiltà, di silenzio, di meditazione, di raccoglimento. E’ un luogo semplice, ma razionale, che incoraggia l’uomo alla pazienza. Andare in cantina significa passare dalla luce all’oscurità. Per questo la cantina deve essere immersa nella terra. E’ un luogo oscuro per eccellenza. Essa è sotto terra e sotto la casa. È un luogo così che ho sempre sognato per il mio vino ed così che è stato realizzato a Quintodecimo. Il vino dalla vinificazione al confezionamento è sotto la casa di trenta scalini. E sapere che bisogna scendere questi gradini per raggiungerlo, contemplarlo, toccarlo, degustarlo è davvero un piacere unico che mi riempie di gioia. EXULTET: Exultet è un’elegante e raffinata interpretazione del Fiano di Avellino. È un cru prodotto esclusivamente con le uve provenienti da una sola vigna di Fiano che si trova a Lapio. Presenta un colore giallo luminoso con riflessi verdi e nitidi profumi varietali di tiglio, acacia e timo. Di struttura densa e continua sviluppa aromi di frutta esotica, agrumi canditi e miele in una lievissima matrice minerale. La sua particolare eleganza deriva anche dalla breve permanenza, durante la fermentazione, in piccole botti di rovere. E’ un vino longevo che può invecchiare bene anche per alcuni decenni grazie alla sua ricchezza in precursori d’aroma ed alla sua freschezza ed integrità di gusto. Il nome dato al vino prende origine dall’Exultet di Mirabella Eclano in cui viene riportato anche un omaggio alle api. Gli Exultet sono rotoli liturgici del medioevo meridionale. Essi sono una sorta di prodotto multimediale ante litteram formato da fogli di pergamena cuciti insieme sui quali è trascritto il testo della benedictio cerei, corredato da notazioni musicali ed illustrato da miniature che corrono nel senso inverso alla scrittura. Azienda Sostenibile con pratiche Biologiche. Vigneto di origine: Lapio - Anno d'impianto vigneto: 2004 - Altitudine: 570 metri - Esposizione: Sud/Ovest - Terreno: Argilloso-calcareo - Densità d'impianto: 4000 ceppi per ettaro - Sistema di coltivazione e potatura: Controspalliera orizzontale semplice con potatura a Guyot - Resa: 1,2 kg per ceppo - Epoca di vendemmia: Fine settembre-Prima decade di ottobre - Raccolta: Manuale, in piccole cassette da 15 kg in corrispondenza della piena maturazione aromatica dell’uva - Vinificazione ed elevage: Dopo una lunga pressatura dei grappoli interi, il mosto di sgrondo, rigorosamente protetto dall’ossigeno, viene separato da quello di pressa e illimpidito per sedimentazione naturale. La fermentazione avviene per il 70% in tini di acciaio inox e per il 30% in barrique di rovere nuove. Segue un periodo di otto mesi di elevage su fecce fini regolarmente risospese nel vino.
Affinamento 10 mesi parte in tini di acciaio e parte in barriques di rovere francese
Annata 2018
Invecchiamento Potenziale 8 - 10 anni
Formato 75 Cl
Temperatura di Servizio 12°- 13°C Suggeriamo di lasciar "ossigenare" il vino per 20 minuti prima di degustarlo
Calice Calice Bianco Maturo Calice Bianco Maturo
Consigli Preferiti Maioli
Abbinamento Gastronomico Crudo di pesce, antipasti di mare caldi, sautè di crostacei, zuppe e primi piatti di mare, pesce al vapore e alla griglia, cucina asiatica
Abbinamento Gourmand Ravioli di ricotta di pecora con asparagi e bottarga

riconoscimenti precedenti

Bibenda Annata 2017 XXXXX
Voto Precedente Veronelli Annata 2017 94
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